Alluce valgo e piede piatto: perché spesso sono collegati

Non è solo un problema “del piede”: carico sulla parte interna, postura e movimento dell’arto inferiore possono essere la vera radice del disturbo.

Alluce valgo e piede piatto sono spesso due condizioni che si presentano insieme. Il filo conduttore, in molti casi, è un eccessivo carico sulla parte interna del piede (carico mediale): può contribuire alla comparsa del problema oppure esserne una conseguenza, creando un circolo vizioso.

Quando compaiono dolore, infiammazione o difficoltà nel cammino, è comune ricorrere a soluzioni “locali” come antidolorifici, plantari, esercizi per i muscoli intrinseci del piede e, nei casi più avanzati, alla valutazione ortopedica per un eventuale intervento. Sono strumenti che possono essere utili, soprattutto per gestire i sintomi, ma non sempre bastano se non si affronta anche la causa meccanica che mantiene il sovraccarico.

Un punto poco conosciuto è che i muscoli intrinseci del piede, da soli, non hanno la forza di “sorreggere” stabilmente la volta plantare. Spesso il piede piatto è legato più a un’alterazione della postura e del movimento di tutto l’arto inferiore (anca, ginocchio, caviglia) che a un cedimento improvviso e “casuale” del piede.

Se durante la camminata il peso si sposta eccessivamente verso l’interno, ogni passo richiede uno sforzo anomalo alle strutture coinvolte. Considerando che nella vita quotidiana compiamo in media migliaia di cicli del passo, è facile capire come, nel tempo, una meccanica alterata possa favorire:

  • progressiva riduzione della volta plantare

  • sovraccarico dell’articolazione dell’alluce con deviazione e dolore

  • irritazione e infiammazione dei tessuti (tendini, legamenti, capsule)

Per questo oggi l’approccio più efficace tende a essere più “globale”: valutare e correggere le variabili che portano al carico mediale — come controllo dell’arto inferiore, stabilità, gesto del passo e strategie di movimento — insieme alla gestione di dolore e infiammazione.

Questo tipo di percorso può:

  • alleviare i sintomi anche nei casi più impegnativi

  • ridurre il rischio di peggioramento e di recidive

  • rendere più rapido e meno doloroso l’eventuale recupero post-intervento, quando necessario

Se hai dolore all’alluce, affaticamento del piede o noti un peggioramento della “pianta” e dell’appoggio, una valutazione mirata può aiutare a capire cosa sta mantenendo il sovraccarico e quali strategie siano più adatte al tuo caso.

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